Le pietre di ICA
In Perù nella piccolissima città di Ica, il medico Javier Cabrera Darquea custodisce nel suo museo personale, oltre 20.000 pietre di andesite.
Le pietre sono di diverse forme e proporzioni, alcune sono piccole e piatte altre pesanti sino a 200 kg.
La caratteristica di queste pietre non sta nelle pietre in se, ma nel fatto che sono interamente coperte da particolarissimi disegni preistorici che raffigurano tecnologie e quotidianità sconosciute e perdute nel tempo.
Esami da parte di Brad Steiger
Le pietre di Ica esaminate da Brad Steiger, presentano vistose e sconvolgenti incisioni raffiguranti gli uomini preistorici, che volavano ad esempio su uno pterodattilo oppure che osservavano con un cannocchiale uno stegosauro.
Tutto questo logicamente stupì moltissimo, visto che oggi sappiamo benissimo che ufficialmente, i dinosauri si sono estinti molto prima della comparsa dell’uomo sulla Terra.
Nelle pietre di Ica si possono vedere varie tipologie di figure incise, che lasciano veramente a bocca aperta:
- Animali bizzarri tuttora a noi sconosciuti
- In alcune di essi si vedono i progenitori dell’homo sapiens, esseri prima anfibi, poi rettili ed infine mammiferi
- Rappresentazioni dettagliate di chirurgia moderna
- Su una pietra addirittura la descrizione della deriva dei continenti
- Nelle pietre più grandi viene decritta tutta la mitologia e l’astronomia, basata su un calendario formato da ben tredici mesi, di un popolo che ha vissuto nell’era Mesozoica oltre 230 milioni di anni fa.
Studi sulle pietre di Ica
Cabrera per avere certezze più approfondite sottopose alcuni reperti al geologo americano Ryan Drum, che dichiarò:
“Ho studiato le rocce a 30 e 60 ingrandimenti con uno microscopio elettronico e non ho trovato, nelle incisioni, tracce di manipolazioni. Se le pietre sono genuine , allora hanno un incredibile valore, se sono uno scherzo, per il loro numero, la mole e l’accuratezza dei dettagli dovremmo studiare antropologicamente il loro autore…”.
Commenti di Joseph Blumrich
Ex-esperto della NASA, uomo totalmente convinto che in passato più o meno remoto la Terra sia stata visitata da alieni, riguardo le pietre ha commentato:
“Sono rimasto profondamente impressionato da ciò che ho visto. E sono molto felice di avere trovato un’evidenza così diretta di ciò in cui credo. Non ho alcun di dubbio sull’autenticità di queste pietre”.
Le teorie di Cabrera
Cabrera era totalmente convinto, che gli autori delle pietre e le varie creature che vengono raffigurate siano stati manipolati geneticamente da una razza proveniente dalle Plejadi.
Questi alieni seguivano un ben preciso piano scientifico che sfortunatamente svanì nel momento in cui scoppiò un cataclisma che annientò tutti.
Al momento Carbera è in possesso di 20.000 pietre, inoltre pensa che le potenziali pietre incise nel passato raggiungano le 50.000 unità.
Possibilità di bufala ben architettata?
Al momento la scienza ufficiale non condivide per niente l’entusiasmo del dottor Cabrera. Sono in molti a pensare che le migliaia di pietre non siano nulla di più che dei falsi che gli stessi indigeni autoctoni rifilano ai turisti .
Federico Kauffmann Doig, uno dei più prestigiosi archeologi peruviani, ha commentato:
“A livello scientifico il problema delle pietre di Ica non andrebbe neppure discusso. Mi limiterò a dire che già nel 1967 venne rintracciato uno degli autori di queste pietre: si chiama Basilio Uchuya e ha confessato di essere l’autore delle incisioni sulle pietre laviche. Non credo che l’argomento meriti più indagini di quante non ne siano state già fatte”.
Incongruenze delle pietre di Ica
Una tipica incongruenza nelle Pietre di Ica la si trova ad esempio, nelle raffigurazioni delle creature misteriose, che stranamente sono imbrigliate con attrezzatura tipica degli asinelli dei nostri tempi.
Inoltre la strumentazione astronomica incisa sulle pietre rivela poca fantasia, infatti assomigliano ai cannocchiali in stile pirata sulle navi.
Riguardo i dinosauri e la deriva dei continenti, le immagini sono copiate dai libri di scuola.
Nota: A tal proposito, bisogna evidenziare il parere di uno studioso francese, Robert Charroux che nel 1977, commentava:
“ Ho esaminato le pietre false incise da Uchuya e la differenza è palese, il tratto è pesante e grossolano. Non è possibile confondere questi disegni così maldestri con le magistrali incisioni autentiche.
Vorrei sapere poi come ha fatto Basilio a realizzare, dal 1960 al 1967, ben 11.000 pietre. Esiste poi una collezione analoga, in Colombia.
L’archeologo dilettante Jaime Gutierrez Lega ha raccolto un centinaio di piccole pietre, la più interessante delle quali, ribattezzata il disco genetico, è larga 22 centimetri e riporta, finemente incisa, quella che Gutierrez ritiene la struttura microscopica dei geni e dei cromosomi…”.
Conclusioni
Il giacimento delle pietre di Ica si trova a Sallas ed è stato messo a nudo da un terremoto.
Lo studioso Yves Naud conferma che le pietre arrivano da una zona a circa 30 km di Ica, accanto il fiume omonimo, verso Ocucaje.
A quanto pare le pietre vengono perlopiù trafugate da tombe dagli indios stessi per poi rivenderle a Cabrera o ai turisti. A Ocucaje non c’è famiglia contadina che non ne conservi almeno una.
Sebbene esistono gli scettici che continuino a parlare di un falso, si ha la certezza che i graffiti sono noti almeno dal XVIIº secolo, come testimoniano i documenti dell’epoca.
Nazca
Cabrera inoltre è convinto che i disegni di Ica siano collegati alle linee di Nazca.
A detta di Cabrera, i tracciati andini sarebbero stati ricoperti, in passato, da un materiale sconosciuto, superconduttore e resistente alle alte temperature, che permetteva ai visitatori extraterrestri di atterrare in caduta libera senza causare alcun danno.
A conferma di queste colorite teorie del 1975, il geologo Klaus Dikudt dell’Università di Lima disse di avere scoperto lungo le linee di Nazca, tracce e frammenti di un materiale scuro, infrangibile, leggero e estremamente duro.
Il materiale analizzato aveva reagito in modo anomalo a tutti gli esami, ed era rimasto completamente intatto dopo essere stato sottoposto ad una temperatura di oltre 4000 gradi.
Non si trattava di frammenti di meteoriti, la composizione e la provenienza di questo materiale resta ancora oggi ignota.
Tutte le immagini di questo articolo sono state prese dal web
web site: BorderlineZ