Terremoto 4.8 a Catania, 28 feriti, riconducibile all’eruzione dell’Etna
Sono ben 11 le scosse di terremoto, tra la notte di Natale e Santo Stefano in provincia di Catania. L’epicentro è stato registrato tra i comuni di Viagrande, Trecastagni e Aci Bonnacorsi.
Le scosse sono tutte riconducibili all’eruzione dell’Etna che al momento è ancora in corso.
La scossa più forte ha raggiunto 4.8 di magnitudo avvenuta verso le 3:20 del mattino. Sono stati riportati gravi danni su vecchi edifici e moltissime famiglie sono state costrette a trascorrere la notte in strada.
Al momento si contano una trentina di feriti (nessuno in maniera grave), una decina sono stati trasportati via in ambulanza, gli altri si sono recati autonomamente in ospedale per le cure.
COMUNI PIÙ COLPITI
Sei i comuni maggiormente colpiti:
- Zafferana Etnea
- Acireale
- Aci Sant’Antonio
- Aci Catena
- Santa Venerina.
La scossa sismica ha danneggiato la chiesa di Maria Santissima del Carmelo, nella frazione di Pennisi, crollati il campanile e la statua di Sant’Emidio.
Al momento sono invece in corso verifiche strutturali e la rimozione di parti pericolanti nella parrocchia Santa Maria della Misericordia a Piano d’Api, Acireale.
Nota: Il risveglio dello Stromboli è arrivato all’indomani di quello dell’Etna che da ieri erutta con esplosioni di energia moderata, lancio di brandelli di lava incandescente, lapilli e cenere da base meridionale del nuovo cratere di Sud-Est.
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