5 cose che non sai sul Cannibalismo

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Il termine Cannibalismo, è largamente impiegato in etologia per indicare l’atto di mangiare membri della propria specie e quindi i propri simili.

Antropofagia invece è un termine che indica un organismo carnivoro che si nutre, di esseri umani.

Cannibalismo

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Per molti sentire la parola “cannibale” è sinonimo di timore e paura, infatti quello del cannibalismo di per se può essere considerato un fenomeno terrificante, macabro e per certi versi fuori da ogni logica.

Nonostante il Cannibalismo  logicamente sia una pratica vietata da tutti gli organi internazionali, al mondo si verificano ancora oggi casi di cannibalismo di massa, di intere tribù che lo praticano per il loro credo.

Ci sono alcune cose che molto probabilmente però non conosci riguardo il cannibalismo, al di fuori di quello che ti ho accennato sopra.

Di seguito vi descriverò “le 5 cose che non sai sul cannibalismo”

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1. Il morbo del Cannibalismo

Oltre alla ragione morale, esiste una ragione biologica per cui il cannibalismo è un tabù in quasi tutte le culture della Terra, mangiare altri esseri umani può portare alla morte.

Infatti nutrirsi di carne umana provoca il cosiddetto “kuru”, una malattia del cervello simile al morbo della mucca pazza.

Il Kuru

Nel 1955 il medico Vincent Zigas, decise di studiare l’anomalo incremento di patologie neurologiche che colpivano alcune tribù di indigeni che vivevano allo stato primitivo nella Nuova Guinea.

Il medico prese in esame la tribù dei Fore della Papuasia, molto colpita da una particolare malattia che gli indigeni chiamano kuru, che nella lingua locale significa “tremore” o “brivido”.

Questa malattia porta inevitabilmente alla morte ed è caratterizzata da perdita di equilibrio, movimenti oculari irregolari e tremori vari.

Zigas, studiato il fenomeno, mette in allarme le autorità australiane.

Più tardi nel 1957, Zigas si reca nella zona maggiormente colpita, accompagnato dal microbiologo e pediatra statunitense Carleton Gajdusek, con lo scopo di stilare una statistica del fenomeno kuru.

Vincent Zigas

Con il tempo i due studiosi giungono alla conclusione che la malattia sia legata all’usanza cannibalistica di mangiare, durante alcuni riti sacri, il cervello dei cadaveri.

Zigas infatti aveva prelevato alcuni campioni di sangue e di cervello dalle vittime del kuru e li spedì per farli analizzare, nei campioni di cervello non fu mai trovato nessun virus o altro patogeno.

Dopo il primo anno di studio, i due pubblicano i loro risultati dai cui vennero fuori i seguenti dati:

il 60% delle donne adulte ed un terzo dei bambini a cui viene dato da mangiare il cervello dei defunti contraeva la malattia, gli uomini adulti, che in quanto cacciatori mangiano solo i muscoli dei defunti, non venivano uccisi dal kuru.

Fu grazie a questo studio che dal 1957 in poi venne proibito il rito del cannibalismo, negli anni successivi infatti l’incidenza del kuru diminuì sensibilmente.

In tempi recenti (2001), i rari casi riscontrati sono stati attribuiti a contagi risalenti a prima del divieto.

Per quanto riguarda le origini del kuru, i due studiosi hanno ipotizzato si trattasse di un’insorgenza della malattia di Creutzfeldt-Jakob in seguito mutata in loco.

Cannibalismo

2. Animali cannibali

A differenza di quello a cui si pensa, il cannibalismo nel regno animale è molto raro, infatti esiste solo qualche eccezione.

Il cannibalismo negli animali ad ogni modo significa risparmiare risorse, assicurarsi una discendenza  o sottomettere i rivali, nell’uomo, è coinciso solitamente con culto degli avi, la perversione o estremo bisogno in casi particolarissimi.

In un particolare articolo di Natalie Angier, giornalista scientifica del New York Times, riguardo agli animali cannibali, si fa riferimento al rospo della canna, al ragno dal dorso rosso e altri animali come divoratori della loro stessa specie.

Come riportato dalla giornalista, i ricercatori indicano almeno tre motivi che spingerebbero l’animale verso la pratica del cannibalismo:

  • accelerazione della crescita
  • eliminazione di rivali futuri

sfruttamento di una risorsa presente in abbondanza

E’ chiaro che nel mondo animale il cannibalismo segue alcune regole precise:

  • gli esemplari giovani sono più predati di quelli adulti
  • le femmine lo praticano più dei maschi
  • gli adulti di molte specie non riconoscono le proprie uova o larve,per loro si tratta semplicemente di cibo

Queste leggi generali furono identificate negli anni ’90 per gli invertebrati, e poi estese ai vertebrati.

Un’esempio di cannibalismo nel regno animale, può essere dato dalla Mantide Religiosa, infatti la femmina usualmente mangia il maschio dopo l’accoppiamento

3. Il cannibalismo in medicina

Per quanto strano possa sembrare non mancano i casi di cannibalismo ai fini medici, infatti sono molto numerosi  i casi di antropofagia nel corso della storia.

Infatti tra il 1600 e il 1800 i boia della Germania svolgevano anche un secondo lavoro, cioè quello di vendere alcune parti di corpi umani rimaste dopo l’esecuzione come medicina.

Ad esempio il grasso umano sotto forma di balsamo, veniva utilizzato come rimedio per ossa rotte, le distorsioni e per l’artrite.

Inoltre la maggior parte delle farmacie offrivano anche carne e ossa umane, nelle cronache dell’epoca si parla di una particolare polvere ricavata dalla frantumazione dei teschi umani, utilizzata per curare l’epilessia.

4. Storie di cannibalismo

Il cannibalismo viene spesso associato ad alcune tribù della foresta Amazzonica, ma in realtà, come descrive Timothy Snyder nel libro “Terre di sangue”  del 2011, l’antropofagia divenne una macabra abitudine in molte altre parti del mondo.

Ucraina del 1933

Nel 1933 a causa della gravissima carestia dovuta alle politiche del rigido regime sovietico, lo Stato si vide costretto a istituire una squadra anti-cannibalismo.

In quell’anno parecchie centinaia di persone furono accusate di aver mangiato i loro vicini di casa , addirittura in alcuni casi, qualcuno mangiò i membri della propria famiglia.

Jamestown 1609

Noti sono anche le vicende di cannibalismo avvenute nel corso del 1600 a Jamestown, un insediamento nella colonia della Virginia.

Nel 2013 infatti gli archeologi analizzando alcuni segni sul cranio di una giovane donna, riuscirono a trovare la prova inconfutabile di come fosse stata divorata dagli altri coloni, durante il difficile inverno del 1609.

L’inabissamento della fregata Méduse nel 1816

Il cannibalismo era definito “USANZA DEL MARE”,fu praticato dai naufraghi per sopravvivere.

Tra questi casi, quello che fece più scalpore fu quello del 1816, che riguarda l’inabissamento della fregata francese Méduse, che costrinse 139 persone a sopravvivere per 13 giorni su una zattera.

Ne furono recuperate vive solo 15, tutte erano sopravvissute mangiando i cadaveri dei compagni di viaggio.

L’episodio è ricordato nel celebre dipinto La zattera della Medusa di Théodore Géricault.

La zattera della Medusa di Théodore Géricault.

5. Come si cucinava la carne umana

Le modalità usate dagli antichi per cucinare la carne umana, erano pressapoco uguali a quelle che oggi vengono utilizzare per cucinare la carne animale.

  • In molti nell’antichità bollivano semplicemente la carne umana gettando nell’acqua pietre roventi
  • I cannibali della Nuova Guinea preferivano invece la cottura al forno
  • I Tupinambà del Brasile avevano diverse alternative, a seconda del taglio della carne, quindi affumicavano, arrostivano o bollivano.
  • I Mayoruma del Brasile preparavano il cervello col peperoncino a differenza dei Tupinambà che usavano erbe aromatiche.
  • Gli Aztechi preferivano lo stufato, insaporito con pepe, pomodori e gigli tritati.

Nota al merito va alla Cina oggi famosa per l’uso comune di mangiare qualsiasi tipo di animale.

La millenaria storia della Cina infatti è costellata di esempi di parti del corpo umane usate come ingredienti di cucina.

Secondo le testimonianze storiche i piatti a base di carne umana erano delizie esclusive alle gerarchie reali o di alta società.

Nota: Secondo l’antropologo statunitense Tobias Schneebaum il gusto della carne umana e moderatamente dolciastro, per altri invece saprebbe di pollo.

Cannibalismo e Antropofagia

Antropologi e scienziati preferiscono di gran lunga il termine “antropofagia” a quello di “cannibalismo”, una parola che nel corso dei secoli ha indicato pratiche profondamente diverse tra loro, dagli antichi rituali fino ad un’estrema forma di sopravvivenza.

Il termine “cannibalismo” deriva da un’alterazione di “caribe”, parola della lingua dei Caraibi che significa “ardito”, con cui gli spagnoli finirono per indicare la popolazione presente in quell’area.

Fu Colombo a coniare il termine “cannibale” rendendo celebre il nome dei Canibal, una tribù dei Caraibi, fino a farlo diventare sinonimo di antropofagi.

Lo fece quando ritornò da uno dei suoi viaggi nel Nuovo Mondo, per indicare i costumi selvaggi degli abitanti di quelle terre, gettando così le basi teoriche per giustificarne il massacro da parte dei conquistadores.

Queste sono le 5 cose che probabilmente non conoscevi sul cannibalismo, adesso, di seguito ti descriverò quella che forse è l’ultima popolazione cannibale rimasta sulla Terra.

La tribù dei Korowai, gli ultimi cannibali della Terra

cannibalismo

tribù dei Korowai

Il primo contatto documentato con questa tribù è avvenuto con un un gruppo di scienziati nel marzo del 1974, fino ad allora la tribù dei Korowai ignorava l’esistenza di altri popoli sulla Terra.

La tribù Korowai è formata da circa 2500 abitanti, siti nelle foreste pluviali nell’area occidentale della Papua Nuova Guinea, l’ambiente in cui i Korowai hanno vissuto per millenni è un’area di 600 Kmq

Il territorio di questa tribù è caratterizzato da pianure acquitrinose e dalla minacciosa presenza di due fiumi che spesso causano disastrose inondazioni.

E’ un popolo di cacciatori organizzato in clan, hanno sviluppato un particolare tipo di abitazione, che si colloca ad altezze variabili dal suolo, che può arrivare fino ai 45 metri.

Questa pratica di costruire le case sugli alberi nasce dal fatto di proteggersi dagli attacchi dei clan rivali, quindi proteggersi dal cadere in schiavitù o addirittura essere vittima di cannibalismo, pratica di cui sono rimasti l’unico popolo a praticare l’antropofagia.

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Case Kurowai

Nel maggio del 2006 una troupe televisiva australiana, guidata da Paul Raffaele, ha documentato la vita quotidiana del popolo Korowai, proprio dopo che il giornalista era stato avvicinato da un appartenente alla tribù che aveva raccontato che la sua nipotina di sei anni era stata accusata di stregoneria ed era in pericolo di essere cannibalizzata.

Raffaele è stato il primo uomo occidentale ad attraversare il confine con il territorio inesplorato dei clan Korowai, a differenza  delle comunità a valle sono stati esposte alla cultura occidentale.

Il racconto di Paul Raffaele

Paul Raffaele trascorse diverse notti dormendo a pochi centimetri di distanza da alcuni degli ultimi cannibali sulla terra.

Il giornalista racconta:

“Sono riuscito a superare la loro diffidenza iniziale grazie alla mia guida Kornelius, originario di Sumatra … lui si era recato a visitare i Korowai dieci anni prima, interessato a conoscerli …

… lo avevano sottoposto a una prova per decidere se dovevano permettergli di rimanere o meno … una notte gli hanno dato un pacco di carne e gli hanno detto che era carne umana …

… se l’avesse mangiata, avrebbe potuto restare con loro, se non l’avesse fatto, allora sarebbe dovuto andar via. La mangiò e così è stato accettato”.

Paul Raffaele è stato il primo uomo bianco, che riuscì a spingersi così oltre:

“Il nostro piano era quello di visitare il clan Letin, che non aveva mai visto un estraneo prima … anche Kornelius non era andato così lontano per paura di essere ucciso …

… siamo caduti in un’imboscata … eravamo in viaggio sul fiume Ndeiram in piroga, una canoa ricavata da un tronco d’albero, quando ci siamo imbattuti in una folla di uomini nudi che brandivano archi e frecce …

… non ci aspettavano e allora hanno deciso di attaccarci … stava calando il buio, urlavano contro di noi …

… per fortuna Kornelius parlava Korowai, disero che avevamo contaminato il dio del fiume, ci siamo salvati con una specie di sanzione … “.

Perchè i Korowai mangiano la carne umana

Per i Korowai – spiega Paul – se qualcuno cade da una casa sull’albero oppure viene ucciso in battaglia, allora la causa della loro morte è evidente.

Però a causa del fatto che non comprendono le dinamiche di microbi e germi (dei quali le foreste pluviali sono piene), nel momento in cui qualcuno muore in circostanze misteriose (in realtà di malattia virale o batterica), credono che sia a causa di un khakhua.

Il khakhua è un uomo strega che viene dal mondo degli inferi, possiede il corpo di un uomo che ha il potere di mangiare dall’interno gli uomini.

Quindi secondo la loro logica, devono mangiare il khakhua come lui ha mangiato la persona che è morta, quindi devono mangiare l’uomo per poter mangiare anche l’entita infernale in questione.

Questo è il loro “sistema giudiziario”, basato sulla vendetta.

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Tutte le immagini di questo articolo sono state prese dal web ai fini illustrativi.

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