Il meteorite ALK84001 marziano che presenta tracce di vita

Nel 1984 un team di ricercatori dell’American Search for Meteorites (ANSMET) si imbatté in una stranissima roccia di colore verde nella foresta fossile di Allan Hills.

Questa roccia si distingueva dalle altre, essa fu inviata alla NASA per analisi approfondite.

La “roccia” in questione è ALH 84001, (nome ufficiale completo Allan Hills 84001), si tratta di un meteorite recuperato in Antartide nella zona delle Allan Hills, nel dicembre del 1984.

A trovare il meteorite fu Roberta Score, facente parte di un team di cercatori di meteoriti statunitensi impegnati nel progetto ANSMET.

Dagli studi e dalle relative analisi si suppone che ALH 84001 si sia formato sul pianeta Marte a seguito di un catastrofico impatto meteorico durante il periodo Archeano, 3,6 miliardi di anni fa.

Circa 15 milioni di anni fa, a seguito di un altro impatto meteorico, il frammento ha lasciato il Pianeta Rosso, per raggiungere la Terra.

Nota: approssimativamente al momento della scoperta il frammento pesava poco meno di 2 kg (1931 grammi).

Tipo di meteorite:   Acondrite
Classe:                          Meteorite marziana
Gruppo:                       OPX
Shock:                          B
Weathering:              A/B
Stato:                           Antartide
Regione:                    Allan Hills, Far Western Icefield
Coordinate:              76°55′13″S 156°46′25″E
Caduta osservata:  No
Data della caduta: 13 000 anni fa
Data ritrovamento: 1984
Massa conosciuta: (TKW) 1931g

La NASA dopo le relative analisi scoprì che il meteorite, probabilmente proveniva da Marte, in un primo momento la roccia fu messa in archivio fino a quando non fu riscoperta nel 1996.

Infatti in quell’anno, dentro il meteorite fu trovato qualcosa di molto insolito e straordinario, quelli che sembrano i resti fossilizzati di una strana creatura molto simile a un verme.

Come affermato dal professor Garvie, se ciò veniva confermato, poteva diventare la prima prova concreta che dimostrava la vita su Marte in passato.

Secondo lo studioso la scoperta poteva essere la prima prova credibile che dimostrava la vita al di fuori del nostro pianeta.

L’altra parte della medaglia

Non tutti però furono in linea con questa ipotesi.

Secondo altri membri  della comunità scientifica il meteorite marziano potenzialmente sarebbe potuto rimanere posato per milioni di anni in Antartide.

Da ciò si deduce, che in tutto questo tempo, il meteorite può aver ospitando sul suolo terrestre la presunta strana creatura vermiforme che si trova al suo interno.

Le analisi

A partire dal 6 agosto 1996, ALH 84001 fu al centro dell’attenzione poiché, come riportato in un articolo pubblicato da David McKay della NASA, sembrava che potesse contenere tracce di vita marziana.

Al microscopio elettronico si scopri che il meteorite marziano mostrava una struttura a catena morfologicamente simile a organismi di natura biologica.

Vennero individuate alcune formazioni che, per la loro particolare morfologia, si riteneva potessero essere batteri fossili.

Queste strutture, presentavano un diametro compreso tra i 20 e 100 nanometri (10 milioni di nanometri = 1 cm), erano molti simili a quelle dei nanobatteri terrestri, ma un ordine di grandezza più piccolo di qualsiasi forma di vita cellulare conosciuta.

Inizialmente si ritenne che il reperto potesse essere testimone di forme di vita aliene, infatti la notizia si diffuse molto sui giornali di tutto il mondo.

Fu persino annunciata ufficialmente alla televisione dal presidente degli U.S.A. Bill Clinton che parlò di “una scoperta potenzialmente epocale”.

Tuttavia in seguito un gruppo di scienziati riprodusse in laboratorio delle formazioni analoghe dimostrando che quelle osservate erano semplicemente strutture minerali che si formano autonomamente in determinate condizioni di calore e pressione.

Così il famoso “batterio nel meteorite marziano”, si dimostrò essere soltanto una semplice illusione ottica.

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