Amazzonia a rischio, vicina al punto di non ritorno

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Continuano i roghi nelle Foresta Amazzonica che secondo il WWF ormai è prossima al punto di non ritorno.

foresta amazzonica

In 10 anni il Polmone del mondo ha perso una superficie di foresta pari a 300 mila chilometri quadrati, circa l’estensione dell’Italia.

Nel mese scorso, solo nell’Amazzonia brasiliana, gli incendi sono aumentati di quasi il 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A lanciare l’allarme è il WWF, nel report “Fuochi, foreste e futuro: Una crisi fuori controllo?” realizzato dall’organizzazione ambientalista insieme al Boston Consulting Group (BCG), chiedendo una conferenza internazionale per proteggere la foresta che rappresenta uno dei sistemi ecologici fondamentali per la vita sul pianeta.

Oltre ai cambiament climatici, la causa maggiore è la deforestazione, causata principalmente dalla conversione dei terreni per l’agricoltura, infatti circa il 75% dei roghi sono stati causati dall’uomo.

Secondo molti ricercatori la distruzione della foresta amazzonica si sta velocemente avvicinando al “tipping point”, ossia un punto di non ritorno previsto in poco più di 10 anni.

La perditadi più del 20% della distesa di alberi probabilmente porterà ad una drastica riduzione delle piogge e dell’umidità, fattori cruciali per fare vivere e mantenere la foresta stessa.

La foresta amazzonica generando piogge, raffredda la Terra, assorbe gas serra, immagazzina carbonio, inoltre custodisce il 10% della biodiversità mondiale, contrasta la desertificazione, produce acqua, cibo e medicine.

Ricordiamoci che oltre a tutto questo custodisce ancora comunità indigene.

Nota: L’Amazzonia è una vasta regione geografica del sud-America caratterizzata da una foresta pluviale, detta foresta amazzonica.

Copre gran parte dell’omonimo bacino amazzonico, estendendosi su una superficie di sei milioni di chilometri quadrati suddivisi in nove paesi.

La stragrande maggioranza della foresta (circa il 60%) si trova in Brasile, un altro 13% si trova in Perù, il 10% in Colombia e parti più piccole in Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese.

web site: BorderlineZ

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