Dart, la sonda spaziale creata per deviare l’orbita di un asteroide

Double Asteroid Redirection Test (DART) è una sonda spaziale pensata per studiare gli effetti cinetici dell’impatto di un veicolo spaziale contro un asteroide. La missione ha l’obiettivo di verificare se l’impatto di un veicolo possa deflettere con successo un asteroide in collisione con la Terra.

dart

rappresentazione grafica di un asteroide da impatto – img. dal web

Sembra la solita trama di un film ma stavolta non è così, si tratta di realtà assoluta, presto partirà una missione spaziale per provare a deviare il percorso di un asteroide, nel tentativo di impedire un possibile impatto con la Terra nei prossimi 100 anni.

Il progetto DART è un progetto congiunto tra l’agenzia spaziale americana NASA e il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL). La sonda spaziale è stata creata appositamente per provare a deviare l’orbita di un asteroide, inoltre l’eventuale impatto sarà monitorato da un nanosatellite made in Italy.

La missione si pensa che avrà inizio a fine 2021, in nota ufficiale della Queen’s University di Belfast, l’obiettivo primario della missione è un piccolo asteroide.

Secondo gli studiosi, colpendo questo oggetto spaziale potranno  essere evidenti e quindi analizzati gli effetti della deviazione.

A documentare ogni fase dell’avvicinamento, tramite fotografie, filmati e rilevazioni, ci sarà LiciaCube (Light italian cubest for imaging of asteroids), un nanosatellite italiano progettato e realizzato a Torino dall’azienda AgroTec.

Nota: LiciaCube è grande quanto una semplice scatola di scarpe.

LiciaCube di AgroTec

Come accennato la sonda spaziale creata da Nasa ed Esa, le agenzie spaziali di Stati Uniti ed Europa, andrà a scontrarsi con l’asteroide Didymos, un corpo celeste sulla cui orbita c’è proprio la Terra.

Didymos nello specifico è un asteroide binario costituito da un corpo principale di 780 m di diametro, attorno al quale orbita un satellite di 160 m denominato Dimorphos.

Il lancio previsto a fine anno 2021, vedrà la sonda dispiegare i pannelli solari e continuerà il tragitto spinta da un motore ionico. L’arrivo dovrebbe avvenire nel 2022 e a quel punto la sonda effettuerà la collisione con Dimorphos.

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