Marburg il nuovo virus scoperto in Guinea che allarma l’OMS

Un’altro virus allarma l’OMS, parliamo del Marburg un virus scoperto in Guinea che fa parte della stessa famiglia della terribile Ebola. Anche il Marburg causa febbre emorragica e ha un alto tasso di mortalità.

Tale malattia altamente infettiva, appartenenete alla stessa famiglia del virus che provoca l’Ebola, è stata identificata in Guinea e nell’Africa Occidentale dove è stato accertato il primo caso di decesso causato proprio dal virus Marburg.

A dare la preoccupante notizia è stata l’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità), dichiarando che il virus deve necessariamente essere fermato fin dai primi passi.

Il dottor Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’Oms per l’Africa infatti ha dichiarato:

“Il potenziale del virus Marburg di diffondersi in lungo e in largo significa che abbiamo bisogno di fermarlo seguendo le sue tracce”.

Ad accorgersi che si trattava di Marburg è stato un laboratorio nella prefettura meridionale di Gueckedou. Alcuni campioni di sangue sono stati prelevati ad un paziente, ormai decedutoa causa della febbre emorragica.

Informazioni generali sul virus Marburg

fonte: ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA’

La febbre emorragica di Marburg è una malattia virale causata da un virus indigeno dell’Africa, molto simile a quello dell’Ebola, appartenente alla famiglia delle Filoviridae. In entrambi i casi si tratta di agenti patogeni estremamente aggressivi che danno luogo a una malattia dalle conseguenze drammatiche e con un alto tasso di fatalità. Se da un punto di vista virologico Marburg e Ebola sono distinti, molto più complesso è operare una distinzione dal punto di vista clinico, perché i sintomi e il decorso della malattia sono molto simili.

Il virus di Marburg fu descritto la prima volta nel 1967, in occasione di una epidemia a Francoforte, in Germania, e a Belgrado, nella ex Yugoslavia. L’origine fu riscontrata, in quel caso, nell’importazione di scimmie dall’Uganda, che contagiarono ricercatori in alcuni laboratori. Ci furono 25 infezioni primarie con 7 morti. Il virus riapparve poi nel 1975 in Sudafrica, nel 1980 e nel 1987 in Kenya, con pochissimi casi subito isolati.

Epidemie più violente si sono registrate invece tra il 1998 e il 2000 nella Repubblica democratica del Congo e nel 2004 in Angola, con più di un centinaio di morti.

Sintomi e trasmissione

La malattia si manifesta in modo improvviso e rapido con forte mal di testa, dolori muscolari e un acuto stato di malessere. Il primo giorno compare una febbre alta e il malato va incontro a una rapida debilitazione. Verso il terzo giorno compaiono dolori addominali e crampi, diarrea acquosa che può durare anche per una settimana, nausea e vomito.

In molti casi, tra il quinto e il settimo giorno, il malato ha delle emorragie da diverse parti del corpo, che spesso portano a morte. In tutto questo periodo il paziente mantiene una elevata temperatura, il virus attacca anche gli organi interni e il sistema nervoso causando stato di confusione, irritabilità, aggressività, perdita di peso, stati di delirio, shock, insufficienza epatica.

Nei casi fatali, la morte sopraggiunge nell’arco di 8-9 giorni.

Il virus colpisce persone di tutte le età, anche se la maggior parte dei casi è stata registrata sugli adulti (nel corso dell’epidemia del Congo, i bambini sotto i 5 anni di età rappresentavano il 12%).
Il contagio avviene per trasmissione diretta del virus da persona a persona, per contatto con i fluidi corporali, il sangue, l’urina, il vomito ma anche le secrezioni respiratorie. Non sembra invece essere molto efficace la trasmissione via aerosol.

Prevenzione e trattamento

Secondo l’Oms, le ricerche effettuate finora hanno escluso che gli esseri umani siano parte del ciclo naturale del virus, e quindi il contagio avverrebbe per contatto casuale con altri animali infetti. Tuttavia, gli studi svolti fino ad oggi non hanno permesso di identificare quale animale sia serbatoio naturale della malattia, nonostante siano stati analizzati più di 3000 vertebrati e oltre 30mila artropodi. E questo rende molto più difficile l’attuazione di misure preventive.

Il virus non si trasmette durante il periodo di incubazione, che dura da 3 a 9 giorni. Il momento in cui il paziente è più contagioso è invece quello della fase acuta della malattia, soprattutto durante le manifestazioni emorragiche.

Il contagio è favorito in tutte le situazioni di condizioni sanitarie precarie, come frequentemente è il caso nei Paesi a basso reddito, e dove le persone sono a contatto diretto con il malato e con superfici e materiali infetti. Ecco perché un adeguato isolamento e sepoltura dei corpi, per ridurre al minimo la circolazione del virus in ambiente, e la rigorosa applicazione di misure igieniche che evitino il contatto con strumenti, vestiario e tutto quello che può essere a contatto diretto con il malato, sono le uniche pratiche che possono consentire di arginare la dimensione dell’epidemia.

Per i viaggiatori che visitano un Paese dove si sta registrando un’epidemia di Marburg, è opportuno raccogliere informazioni sulla malattia prima di intraprendere il viaggio in modo da rivolgersi immediatamente a un presidio medico al primo sintomo di febbre, adottare pratiche igieniche stringenti (come lavarsi le mani frequentemente) e non mangiare carne di animali selvatici, come ad esempio quella di scimpanzé o di scimmia.

Non esiste un vaccino contro la febbre emorragica di Marburg, né alcun trattamento efficace contro la malattia. L’unico trattamento è quello, laddove possibile, di assistere il paziente, cercando di ricostituire la sua riserva di acqua ed elettroliti, fornendo ossigeno ed effettuando trasfusioni di sangue.

web site: BorderlineZ

0 0 voti
Vota l'articolo

E’ la prima volta che sei su BorderlineZ ?

Se ti è piaciuto l’articolo mi raccomando, torna a trovarci e iscriviti alla notra newsletter gratuita per rimanere informato. Commenta anche l’articolo se lo ritieni utile. Ufologia, Paranormale, Mistero, Complotto, Cronaca tradizionale etc.

Dai un’occhiata ai nostri ultimi video su YOUTUBE

  1. UFO - Lista dettagliata di avvistamenti e abduction dall'antichita fino al XX sec. (Parte 2)
    Source: Video su ufo e alieni BorderlineZ Published on 16 hours ago By BorderlineZ Official Channel
  2. Il mistero del Disco di Festo
    Source: Video su ufo e alieni BorderlineZ Published on 1 day ago By BorderlineZ Official Channel
  3. Il mistero del Monte Olimpo, dimora degli Dei o base extraterrestre?
    Source: Video su ufo e alieni BorderlineZ Published on 2 days ago By BorderlineZ Official Channel
  4. Chip Neuralink impiantato sul cervello umano. Elon Musk: "sarà fatto nei prossimi sei mesi"
    Source: Video su ufo e alieni BorderlineZ Published on 6 days ago By BorderlineZ Official Channel
  5. Vita extraterrestre - BorderlineZ
    Source: Video su ufo e alieni BorderlineZ Published on 7 days ago By BorderlineZ Official Channel
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Commenta l'articolox