L’avvistamento UFO nel Golfo del Messico

Il noto avvistamento UFO del Golfo del Messico, conosciuto anche come Incontro UFO del B-29, racconta di un  presunto avvistamento di UFO verificatosi nel dicembre 1952 da parte dell’equipaggio di un aereo militare statunitense.

UFO nel Golfo del Messico

img. dal web

Era il 6 dicembre del 1952 quando un aereo B-29 dell’USAF stava rientrando verso base aerea di Randolph nel Texas dopo aver fatto un volo notturno di addestramento.

L’equipaggio del B-29 era formato dal capitano John Harter, dai tenenti Sidney ColemanNorman Karas, William Naumann, dal sottotenente Robert Eckart, dal sergente maggiore Bayley e infine dai sergenti Ferris, Purcell, De Rause e Shogren.

L’avvistamento

Alle 5:25, l’aereo si trovava proprio sul Golfo del Messico a circa 160 km a sud della Louisiana quando improvvisamente  il radar del B-29 rilevò l’eco di un oggetto che si dirigeva verso di esso, muovendosi ad velocità impossibile per qualsiasi velivolo terrestre conosciuto.

Il tenente Coleman immediatamente avvertì il capitano Harter, questo sul momento pensò che fosse un problema del radar e disse al tenente di ricalibrarlo, ma quando Coleman fece quello che gli era stato detto, nulla era cambiato, infatti il radar captò altri quattro echi di natura totalmente sconosciuta visibili sul monitor.

Su ordine di Harter, il tenente Karas avvertì tutto l’equipaggio con l’interfono, dopo un pò uno degli echi si staccò dal gruppo e Bayley si precipitò al finestrino, vedendo un lampo luminoso di colore bianco-azzurro.

In quel momento, apparve sui tre schermi radar un secondo gruppo di echi, la cui velocità fu stimata di circa 8.000 km/h. Alle 5.31 il radar non mostrò più nulla.

L’equipaggio cercò di rilassarsi, ma dopo qualche minuto comparve sui tre schermi radar un terzo gruppo di oggetti. Questa volta l’avvistamento visuale toccò all’addetto alla navigazione, che osservò due luci bianco-azzurre passare ad altissima velocità.

Poco tempo dopo, il capitano vide sul suo schermo un gruppo di cinque echi, la cui traiettoria sembrava destinata ad incrociare quella dell’aereo rischiando di causare una collisione, ma gli strani oggetti non identificati rallentarono e non vi fu alcuna collisione.

A questo punto, Karas vide sullo schermo un unico eco, ma stavolta di grandi dimensioni, inoltre Naumann osservò altri cinque echi più piccoli che virarono facendo un movimento ad arco per poi fondersi con l’eco più grande, che accelerò e sparì ad una velocità che secondo la stima di Karas era di circa 14.000 km/h.

Inchiesta e dichiarazione ufficiale

Dopo avere riferito l’episodio, l’equipaggio fu interrogato da un ufficiale dell’USAF, il maggiore J. R. Sheffield, che redasse un rapporto sull’avvistamento.

Secondo quanto dichiarato dal tenente Karas, sarebbero stati osservati sugli schermi radar circa venti oggetti, ma il loro numero preciso non è stato mai accertato.

L’aereo militare volava a circa 6.000 metri e gli oggetti sarebbero stati rilevati ad un’altitudine di circa 5.500 metri, provenendo quindi da una quota inferiore a quella dell’aereo stesso. Nel rapporto, Sheffield dichiarò che l’osservazione visuale non era da ritenersi decisiva per la conferma dei fatti.

Il rapporto di Sheffield fu classificato ed inviato all’Air Technical Intelligence Center (ATIC). In seguito fu esaminato nell’ambito del Progetto Blue Book e definito come “non spiegato”.

Nota: Il caso fu reso noto anche da Donald Keyhoe, noto ufologo del NICAP, che ne fu informato da Albert Chop, addetto alle pubbliche relazioni dell’USAF. Keyhoe commentò che l’unica spiegazione ragionevole era quella basata su macchine pilotate da intelligenze extraterrestri.

Spiegazione della Commissione Condon

Il caso fu riesaminato negli anni sessanta dalla Commissione Condon, che accettò la tesi proposta dal fisico Gordon Thayer, secondo cui si poteva spiegare con eventi naturali. L’osservazione visuale infatti poteva essere spiegata con meteore Geminidi, visibili nel mese di dicembre, mentre l’osservazione radar si spiegherebbe con riflessi provocati da uno strato d’inversione termica nell’atmosfera.

La spiegazione del Condon non fu accettata dall’ufologo James McDonald, docente di meteorologia, infatti afferò che le argomentazioni avanzate da Gordon Thayer.

Secondo l’ufologo infatti le Geminidi avrebbero dovuto essere avvistate secondo una direzione totalmente diversa.

Per superare quest’ultima obiezione fu avanzata l’ipotesi che alle meteore sia stato associato un miraggio, ma gli ufologi giudicano quest’ipotesi poco plausibile.

Puoi leggere il report del Condon a questo link: Condon Report

Altri articoli sull’UFO del Golfo del Messico QUI

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