Federica Bianco, l’italiana scelta dalla NASA per studiare gli UFO

Un’astrofisica italiana è stata scelta fra molti esperti che faranno parte della commissione NASA che studierà tutti quei fenomeni aerei sconosciuti noti come UFO.

Federica Bianco
Federica Bianco

Più passa il tempo più le cose cambiano, infatti a differenza del passato, l’interesse che riguarda in prima linea gli strani avvistamenti di velivoli non identificati UFO (Unidentified Aerial Phenomena) sopra i cieli di tutto il mondo, va crescendo sempre di più e stavolta in maniera ufficiale.

Tutto ciò al punto che il noto ente spaziale la NASA, sta organizzando un vero e proprio team che studierà gli strani fenomeni che riguardano gli avvistamenti di oggetti volanti non riconducibili a nessun velivolo conosciuto.

La nota al merito sta nel fatto che un’astrofisica italiana, Federica Bianco dell’Universita’ del Delaware (Usa) e’ stata selezionata tra 16 grandi esperti che entreranno a far parte della commissione Nasa che studierà quelli che vengono definiti ‘fenomeni aerei non identificati’.

L’annuncio della Nasa

La Nasa ha annunciato che la nuova commissione di esperti, tra cui figura anche l’ex astronauta Scott Kelly è iniziata lo scorso 24 ottobre e sarà un lavoro indipendente mirato a particolari studi che dureranno per ben nove mesi.

Scott Joseph Kelly (Orange, 21 febbraio 1964) è un astronauta e ufficiale statunitense. È il fratello gemello di Mark Kelly, anch’egli astronauta NASA.

Ha conseguito il bachelor in ingegneria elettrica presso l’Accademia statunitense della Marina Mercantile nel 1987 e un master in sistemi aeronautici nell’Università del Tennessee nel 1996.

Scott Joseph Kelly

per ulteriori info vai su wikipedia

Lo studio si concentrera’ esclusivamente su dati non classificati.

L’obiettivo primario sarà quello di trovare il modo migliore per utilizzare la miriade di dati raccolti dai vari enti governativi e non, al fine di poter fare chiarezza sugli strani fenomeni aerei che al momento, almeno apparentemente, restano inspiegabili.

La NASA su un post scritto su Twitter sottolinea che tali fenomeni non devono essere necessariamente considerati di origine extraterrestre, questo nonostante al giorno d’oggi molti di essi non sono riconducibili nemmeno ad una presunta origine terrestre.

We’ve selected 16 individuals to participate in an independent study team on unidentified aerial phenomena (UAP), or observations in the sky that cannot be identified as aircraft or known natural phenomena. The nine-month study will begin on Oct. 24: https://t.co/RsVP4kggwd pic.twitter.com/OQ5XecW0Ai

— NASA (@NASA) October 21, 2022

Disponibilità del rapporto

Come accennato lo studio durerà circa nove mesi, ciò significa che presumibilmente avremo un rapporto pubblico completo a partire dalla metà dell’anno prossimo.

Il responsabile delle missioni scientifiche della Nasa, Thomas Zurbuchen ha dichiarato:

“Capire i dati che abbiamo sui fenomeni aerei non identificati e’ fondamentale per aiutarci a trarre conclusioni scientifiche su cio’ che sta accadendo nei nostri cieli: i dati sono il linguaggio degli scienziati e rendono spiegabile l’inspiegabile”

Già qualche anno fa il Pentagono aveva parlato pubblicamente di UFO, confessando la propria preoccupazione verso gli oggetti volanti non identificati che potrebbero essere anche una potenziale minaccia per la sicurezza nazionale.

I piloti delle forze armate americane hanno osservato e analizzato moltissimi casi, i fenomeni esistono e sono reali al 100%, non hanno nessuna spiegazione razionale, quindi secondo il noto ente (senza far riferimento a possibili velivoli di origine extraterrestre) bisogna cominciare a studiarli con serietà, perché potrebbero rivelare potenti armi di potenziali nemici degli Stati Uniti d’America.

Alla Commissione Intelligence della Camera all’epoca, per la prima volta in 50 anni, il deputato democratico Andrè Carson ha dichiarato:

“Per troppo tempo il marchio d’infamia degli Uap ha impedito analisi serie, i piloti che li riportavano venivano sfottuti. Ma sono una potenziale minaccia per la sicurezza nazionale e come tali vanno trattati”.

Chi è Federica Bianco

Federica Bianco di origine genovese, come purtroppo spesso succede in Italia, è un cervello in fuga con una laurea in astronomia all’Università di Bologna, da tempo ha lasciato l’Italia per gli Stati Uniti dove ha conseguito un dottorato presso l’Università della Pennsylvania, ha condotto e coordinato diversi studi, diventando professoressa a contratto all’Università del Delaware, nel Dipartimento di Fisica e Astrofisica.

La Bianco è un’esperta di scienza dei dati, coordina oltre 1.500 scienziati nell’ambito della “2023 Large Synoptic Survey Telescope Science Collaboration”, dedita allo studio del cielo notturno nell’emisfero sud e alla scoperta di nuove stelle e galassie.

Ha svolto più di cento importanti studi revisionati da noti studiosi che gli hanno permesso di vincere la borsa di studio “Sviluppo innovativo nelle scienze applicate relative all’energia”, stanziata dal Dipartimento dell’energia del governo statunitense.

Chi sono i membri del gruppo studio

Come annunciato nel sito ufficiale della NASA a questo LINK i 16 membri del gruppo di studio indipendente della NASA sui fenomeni anomali non identificati sono: 

  • David Spergel è stato selezionato per presiedere lo studio indipendente della NASA sui fenomeni anomali non identificati. È il presidente della Simons Foundation, dove è stato il direttore fondatore del Flatiron Institute for Computational Astrophysics. I suoi interessi spaziano dalla ricerca di pianeti e stelle vicine alla forma dell’universo. Ha misurato l’età, la forma e la composizione dell’universo e ha svolto un ruolo chiave nello stabilire il modello standard della cosmologia. Un MacArthur “Genius” Fellow, Spergel è stato citato in pubblicazioni più di 100.000 volte. 
  • Anamaria Berea è professore associato di Computational and Data Science presso la George Mason University di Fairfax, Virginia. È ricercatrice affiliata al SETI Institute di Mountain View, in California, e ricercatrice al Blue Marble Space Institute of Science di Seattle. La sua ricerca è incentrata sull’emergere della comunicazione nei sistemi viventi complessi e sulle applicazioni della scienza dei dati in astrobiologia, per la scienza sia delle firme biologiche che delle tecnofirme. Usa una vasta gamma di metodi computazionali per scoprire modelli fondamentali nei dati. ​​
  • La nostra Federica Bianco che come detto prima è professore associato presso l’Università del Delaware presso il Dipartimento di Fisica e Astrofisica, la Biden School of Public Policy and Administration e Senior Scientist presso il Multi-city Urban Observatory. È una scienziata interdisciplinare con un focus sull’uso della scienza dei dati per studiare l’universo e trovare soluzioni ai problemi urbani sulla terra. È Deputy Project Scientist per l’Osservatorio Vera C. Rubin che nel 2023 avvierà il Legacy Survey of Space and Time per studiare il cielo notturno nell’emisfero australe e scoprire nuove galassie e stelle. È stata pubblicata in più di 100 articoli sottoposti a revisione paritaria e ha ricevuto la sovvenzione “Sviluppo innovativo nelle scienze applicate legate all’energia” del Dipartimento dell’Energia. 
  • Paula Bontempi è oceanografa biologica da più di 25 anni. È la sesta preside e la seconda donna a dirigere la Graduate School of Oceanography presso l’Università del Rhode Island (URI). È anche professoressa di oceanografia all’URI. Ha trascorso diciotto anni alla NASA ed è stata nominata vicedirettore ad interim della Divisione Scienze della Terra della NASA per la direzione della missione scientifica. Ha anche guidato la ricerca della NASA sulla biologia degli oceani, la biogeochimica, il ciclo del carbonio e gli ecosistemi, nonché molte missioni satellitari di osservazione della Terra della NASA nelle scienze marine. È membro della Oceanography Society. 
  • Reggie Brothers è il partner operativo di AE Industrial Partners a Boca Raton, in Florida. In precedenza è stato CEO e membro del consiglio di amministrazione di BigBear.ai a Columbia, nel Maryland. Brothers è stato anche vicepresidente esecutivo e chief technology officer di Peraton, nonché preside del gruppo Chertoff. Prima di entrare nel settore privato, è stato sottosegretario per la scienza e la tecnologia presso il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti e come vice segretario aggiunto alla Difesa per la ricerca presso il Dipartimento della difesa. Brothers è anche Distinguished Fellow presso il Center for Security and Emerging Technology di Georgetown ed è membro del Visiting Committee for Sponsored Research presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) a Cambridge, Massachusetts. 
  • Jen Buss è l’amministratore delegato del Potomac Institute of Policy Studies di Arlington, in Virginia. Prima di diventare CEO, Buss ha lavorato a lungo con la NASA per esplorare questioni politiche e processi di pianificazione strategica per l’assistenza medica degli astronauti e la diagnostica e la terapia del cancro. È riconosciuta a livello nazionale come un’autorità nel suo campo per l’analisi delle tendenze scientifiche e tecnologiche e le soluzioni politiche.
  • Nadia Drake è una giornalista scientifica freelance e scrittrice al National Geographic. Inoltre scrive regolarmente per Scientific American ed è specializzata nella copertura di astronomia, astrofisica, scienze planetarie e giungle. Ha vinto premi giornalistici per il suo lavoro in National Geographic, tra cui il David N. Schramm Award dalla High Energy Astrophysics Division dell’American Astronomical Society e il Jonathan Eberhart award dalla AAS Division of Planetary Sciences. Drake ha conseguito un dottorato in genetica presso la Cornell University.
  • Mike Gold è il vicepresidente esecutivo di Civil Space and External Affairs presso Redwire a Jacksonville, in Florida. Prima di Redwire, Gold ha ricoperto diversi ruoli di leadership presso la NASA, tra cui amministratore associato per la politica spaziale e le partnership, amministratore associato ad interim per l’Ufficio per le relazioni internazionali e tra agenzie e consulente senior dell’amministratore per gli affari internazionali e legali. Ha guidato per la NASA, in collaborazione con il Dipartimento di Stato, la creazione e l’esecuzione degli Accordi Artemis, che stabilivano le norme di comportamento nello spazio. Ha inoltre guidato la negoziazione e l’adozione di accordi internazionali vincolanti per il Lunar Gateway, la creazione di nuovi protocolli planetari e il primo acquisto da parte della NASA di una risorsa lunare. Gold è stato insignito della medaglia di leadership eccezionale della NASA per il suo lavoro nel 2020. Inoltre,  
  • David Grinspoon è uno scienziato senior presso il Planetary Science Institute di Tuscon, in Arizona, e funge da frequente consulente della NASA per l’esplorazione spaziale. Fa parte di team scientifici per diverse missioni di veicoli spaziali interplanetari, inclusa la missione DAVINCI su Venere. È l’ex Presidente Baruch S. Blumberg della NASA/Biblioteca del Congresso in Astrobiologia. La sua ricerca si concentra sulla planetologia comparata, in particolare per quanto riguarda l’evoluzione del clima e le implicazioni dell’abitabilità sui pianeti simili alla terra. Ha ricevuto la medaglia Carl Sagan dall’American Astronomical Society ed è membro eletto dell’American Association for the Advancement of Science. È anche professore a contratto di scienze astrofisiche e planetarie presso l’Università del Colorado a Boulder, in Colorado, e alla Georgetown University di Washington. 
  • Scott Kelly è un ex astronauta della NASA, pilota collaudatore, pilota di caccia e capitano in pensione della Marina degli Stati Uniti. Ha comandato le spedizioni 26, 45 e 46 della Stazione Spaziale Internazionale. È stato anche il pilota dello Space Shuttle Discovery per la terza missione di assistenza Hubble. È stato selezionato per una missione di un anno sulla stazione spaziale dove ha stabilito il record per il numero totale accumulato di giorni trascorsi nello spazio. Prima della NASA, Kelly è stato il primo pilota a pilotare l’F-14 con un nuovo sistema di controllo di volo digitale. Ha pilotato l’F-14 Tomcat nello squadrone di caccia VF-143 a bordo della USS Dwight D. Eisenhower. È due volte autore di bestseller del New York Times ed è stato riconosciuto dalla rivista Time nel 2015 come una delle persone più influenti al mondo.
  • Matt Mountain è il presidente dell’Associazione delle università per la ricerca e l’astronomia, nota come AURA. All’AURA, Mountain supervisiona un consorzio di 44 università a livello nazionale e quattro affiliate internazionali che aiutano la NASA e la National Science Foundation a costruire e gestire osservatori tra cui il telescopio Hubble della NASA e il telescopio spaziale James Webb. È anche scienziato del telescopio per Webb ed è membro del suo Science Working Group. È l’ex direttore dello Space Telescope Science Institute di Baltimora e dell’International Gemini Observatory di Hilo, Hawaii.  
  • Warren Randolph è il vicedirettore esecutivo del dipartimento di investigazione e prevenzione degli incidenti per la sicurezza aerea della Federal Aviation Administration. Ha una vasta esperienza nella sicurezza aerea presso la Federal Aviation Administration (FAA) ed è attualmente responsabile della definizione e dell’attuazione dei principi del sistema di gestione della sicurezza e dell’utilizzo dei dati per informare la valutazione dei pericoli futuri e dei rischi per la sicurezza emergenti. Prima della FAA, Randolph ha lavorato come aerodinamico per la US Coast Guard e l’US Air Force per molteplici simulazioni di volo. 
  • Walter Scott è il vicepresidente esecutivo e chief technology officer di Maxar a Westminster, in Colorado, una società di tecnologia spaziale specializzata in intelligence terrestre e infrastrutture spaziali. Nel 1992 ha fondato DigitalGlobe che è entrata a far parte di Maxar nel 2017. Ha ricoperto posizioni di leadership presso il Lawrence Livermore National Laboratory di Livermore, California ed è stato presidente di Scott Consulting. Nel 2021, è stato inserito nella David W. Thompson Lecture in Space Commerce dall’American Institute of Aeronautics and Astronautics. 
  • Joshua Semeter è un professore di ingegneria elettrica e informatica, nonché direttore del Center for Space Physics presso la Boston University. Alla Boston University, studia le interazioni tra la ionosfera terrestre e l’ambiente spaziale. Le attività nel laboratorio di Semeter includono lo sviluppo di tecnologie di sensori ottici e magnetici, la progettazione di esperimenti radar e l’elaborazione del segnale e l’applicazione di tecniche tomografiche e altre tecniche di inversione all’analisi di misurazioni distribuite e multimodali dell’ambiente spaziale. 
  • Karlin Toner è il direttore esecutivo ad interim dell’Office of Aviation Policy and Plans della FAA. In precedenza, è stata direttrice della strategia globale della FAA, guidando la strategia internazionale della FAA e gestendo le minacce all’aviazione civile internazionale. Prima della FAA, Toner ha prestato servizio presso la NASA in diverse posizioni di leadership, tra cui direttore dell’Airspace Systems Program presso la sede della NASA. È stata insignita della NASA Exceptional Achievement Medal ed è membro associato dell’American Institute of Aeronautics and Astronautics. 
  • Shelley Wright è professore associato di fisica presso il Center for Astrophysics and Space Studies dell’Università della California, San Diego. È specializzata in galassie, buchi neri supermassicci e costruzione di strumenti ottici e infrarossi per telescopi che utilizzano ottiche adattive come spettrografi a campo integrale. È una ricercatrice e strumentista di Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI). È anche ricercatrice principale per l’UC San Diego Optical Infrared Laboratory. In precedenza, è stata professore assistente presso il Dunlap Institute dell’Università di Toronto.   

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