Facebook e altri social costretti a censurare notizie vere sui vaccini

Articolo aggiornato a Gennaio 15, 2023 by BorderlineZ

Dopo il noto caso dei Twitter Files, si scopre anche, che Facebook, il social di Mark Zuckerberg ha avuto forti pressioni da parte della Casa Bianca, affinchè oscurasse con la censura notizie potenzialmente vere che riguardavano la sicurezza dei vaccini anti-Covid.

Dopo i noti Twitter Files, ossia quei particolari documenti riservati solo ed esclusivamente al social network, che hanno messo in evidenza  i complessi meccanismi di censura, adoperati in maniera ingiusta quando si parlava di realtà riguardandi il vaccino, hanno preso anche una notevole piega all’interno del noto social Facebook di Mark Zuckerberg.

Su Twitter i documenti sono stati rilasciati per volontà di Elon Musk, che di recente ne è diventato il nuovo proprietario, tali documenti secondo Musk, hanno messo in luce un contorto sistema che viola apertamente ogni norma sulla libertà di pensiero con la scusa di distorcere una presunta verità.

Musk, ha anche licenziato il vice consigliere legale generale di Twitter, James Baker, con l’accusa di aver cercato di manipolare la documentazione da fornire ai due giornalisti Matt Taibbi e Bari Weiss che dovevano divulgare tale informazione.

Inoltre tali Twitter Files attestano in che modo la Casa Bianca e l’FBI abbiano influenzato il dibattito sul Covid, manipolandolo e censurando i contenuti divergenti rispetto alla normale narrazione pandemica.

James Baker e Ellon Mask

La manipolazione di Facebook

Dopo il caso dei Twitter File entra in gioco anche Facebook, infatti il Wall Street Journal ha pubblicato un’inchiesta su quelli che stavolta possono essere considerati i Facebook Files.

Si tratta di documenti rilasciati in questi giorni che dimostrano in modo inequivocabile come ancora una volta la Casa Bianca sia intervenuta per controllare la censura sui social media.

Nell’articolo di Wall Street Journal si può leggere:

“Gli scambi di e-mail tra Rob Flaherty, il direttore dei media digitali della Casa Bianca, e i dirigenti dei social media dimostrano che le aziende hanno messo in atto politiche di censura Covid in risposta alla pressione incessante e coercitiva della Casa Bianca, non volontariamente.

Le e-mail sono emerse il 6 gennaio nella fase di scoperta del Missouri vs Biden, un caso di libertà di parola portato dai procuratori generali del Missouri e della Louisiana e quattro querelanti privati ​​rappresentati dalla New Civil Liberties Alliance.

Il 14 marzo 2021, il signor Flaherty ha inviato un’e-mail a un dirigente di Facebook (il cui nome è stato omesso per cortesia) con l’oggetto “Stai nascondendo la palla” e un collegamento a un articolo del Washington Post sulla ricerca di Facebook su “la diffusione di idee che contribuiscono all’esitazione del vaccino “, come afferma il documento.

“Penso che ci sia un malinteso”, ha risposto il dirigente. “Non credo che questo sia un malinteso”, ha risposto il signor Flaherty. “Siamo seriamente preoccupati che il tuo servizio sia uno dei principali motori dell’esitazione del vaccino, punto. . . . Vogliamo sapere che ci stai provando, vogliamo sapere come possiamo aiutarti e vogliamo sapere che non stai giocando a un gioco di carte. . . . Sarebbe tutto molto più facile se tu fossi sincero con noi.”

puoi consultare l’articolo completo su Wall Street Journal

Articolo del Wall Street Journal

Puoi trovare le mail a questo link

parte di una delle mail

Le pressioni a Mark Zuckerberg

A quanto pare, sono state notevoli le pressioni a Mark Zuckerberg, ai fini di far oscurare post relativi al vaccino, spesso notizie vere, che potevano essere in qualche modo scomode al governo e creare incertezza e paura sulla sicurezza dei vaccini anti-Covid.

I documenti sono stati pubblicati poco più di una settimana fa, precisamente il 6 gennaio scorso, tutto ciò nell’ambito del processo Missouri vs Biden, un caso contro presunte violazioni della libertà di parola da parte dell’amministrazione democratica, che vede coinvolti i procuratori generali del Missouri, della Louisiana, oltre a quattro querelanti della New Civil Liberties Alliance.

Concludendo, in tutta questa storia, si capisce come il social di Mark Zuckerberg in questi ultimissimi tempi abbia assecondato le ripetute pressioni della Casa Bianca, ragion per cui una miriade di persone nel mondo, siano state silenziate anche quando parlavano e diffondevano opinioni scientificamente fondate ma divergenti dalla linea del governo.

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