Yonaguni: Il Mistero del Sito Sommerso

Yonaguni
Mura di Yonaguni foto: Vincent Lou from Shanghai, China – DSC02876

La Scoperta

La scoperta del sito sommerso di Yonaguni si deve a Kihachiro Aratake, un istruttore di immersioni subacquee che notò per la prima volta le strutture nel 1987. Il sito si trova a circa 25 metri sotto il livello del mare, vicino alla costa meridionale dell’isola di Yonaguni. Le strutture includono formazioni simili a terrazze, gradinate e pilastri che sembrano organizzati in modo troppo ordinato per essere completamente naturali.

Caratteristiche delle Strutture

Le strutture sommerse di Yonaguni presentano una serie di caratteristiche che le distinguono:

Le Formazioni Geometriche di Yonaguni: Un Approfondimento

Il sito sommerso di Yonaguni è caratterizzato da una serie di formazioni geometriche che, a prima vista, sembrano suggerire l’intervento umano. cerchiamo di analizzare più dettagliatamente alcune delle formazioni più significative:

Le Terrazze

Le terrazze sono tra le strutture più impressionanti del sito. Queste piattaforme rettangolari sono disposte su livelli diversi, ricordando i gradoni di una piramide a gradoni. Ogni terrazza misura diverse decine di metri in larghezza e lunghezza, con altezza variabile. Le superfici delle terrazze sono sorprendentemente piatte, e i loro bordi sono rettilinei, caratteristiche che suggeriscono una lavorazione intenzionale.

Particolare della struttura – foto: Vincent Lou from Shanghai, China – DSC02829

Le Gradinate

Un’altra caratteristica distintiva del sito di Yonaguni sono le gradinate, che sembrano scalinate scolpite nella roccia. Questi gradoni hanno un’altezza uniforme e sono disposti in modo regolare, simili a quelli che si trovano in antichi templi e strutture cerimoniali. La precisione delle gradinate è uno degli elementi che alimentano la teoria che queste formazioni possano essere di origine artificiale.

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Foto: Melkov – Opera propria

Le Pareti Verticali

Le pareti verticali del sito sono alte fino a 10 metri e si estendono per lunghe distanze. Queste pareti, come le altre strutture, presentano bordi netti e superfici lisce. Alcune di queste pareti si incontrano ad angolo retto, formando configurazioni che ricordano i muri di edifici antichi.

I Pilastri

I pilastri sono strutture verticali, alcune delle quali sembrano essere staccate dalle altre formazioni. Questi pilastri variano in altezza e diametro, ma molti di essi hanno una sezione trasversale simmetrica e sembrano essere stati scolpiti con cura. Alcuni pilastri sono inclinati, il che potrebbe indicare un’attività tettonica successiva alla loro creazione.

I Canali e i Fori

Oltre alle grandi strutture, sono stati trovati anche canali stretti e fori che attraversano le formazioni rocciose. I canali sembrano essere stati scavati con precisione, e alcuni fori hanno un aspetto cilindrico perfetto, che potrebbe essere stato ottenuto solo con l’uso di utensili.

I sostenitori dell’origine artificiale indicano la regolarità e la precisione delle formazioni come prova di un’antica ingegneria. Le linee rette, gli angoli precisi e le superfici levigate potrebbero essere il risultato di strumenti e tecniche di lavorazione della pietra. La presenza di strutture che sembrano avere uno scopo specifico, come i canali e i fori, rafforza questa teoria.

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Melkov – Opera propria

Nota: Da considerare anche il fatto che nelle vicinanze sono stati scoperti altri manufatti, come canali e fori che sembrano essere stati realizzati dall’uomo.

Controversie e dibattiti

Il dibattito sulla natura delle strutture di Yonaguni è acceso e non risolto. La mancanza di prove concrete e la difficoltà di condurre ricerche subacquee dettagliate rendono difficile trarre conclusioni definitive. Alcuni archeologi criticano le affermazioni di Kimura come non scientificamente fondate, mentre altri sostengono che la scoperta meriti ulteriori studi.

Da un lato abbiamo geologi e scienziati che ritengono che le formazioni di Yonaguni siano il risultato di processi naturali, come l’erosione marina e i movimenti tettonici. Secondo questa teoria, le formazioni potrebbero essere state modellate da fenomeni naturali nel corso di migliaia di anni, creando strutture che possono sembrare artificiali all’occhio umano.

Dall’altro lato, tra cui il geologo Masaaki Kimura, si sostiene che le strutture siano di origine umana. Kimura ha identificato quelli che ritiene essere segni di utensili e incisioni che indicano la presenza di una civiltà antica, forse databile a oltre 10.000 anni fa. Questa teoria suggerisce che Yonaguni potrebbe essere un sito di una città sommersa, parte di una civiltà avanzata di cui non abbiamo altre tracce.

Conclusioni

Se le strutture di Yonaguni fossero davvero di origine umana, questo cambierebbe radicalmente la nostra comprensione della storia delle civiltà antiche. Potrebbe indicare la presenza di una cultura avanzata in Asia orientale molto prima di quanto si pensasse.

Il sito sommerso di Yonaguni rimane uno dei misteri archeologici più affascinanti del nostro tempo. Che si tratti di una formazione naturale straordinaria o di una testimonianza di una civiltà perduta, continua a stimolare l’interesse e la curiosità di ricercatori e avventurieri. Ulteriori studi e ricerche potrebbero un giorno svelare i segreti nascosti sotto le acque dell’oceano, ma per ora, Yonaguni continua a mantenere il suo enigmatico silenzio.

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