Progetto Setka, il segreto sovietico sugli UFO
Tra gli anni ’70 e ’80, l’Unione Sovietica, come molte altre nazioni nel mondo, si trovò a confrontarsi con un fenomeno che stava sempre più attirando l’attenzione non solo del pubblico, ma anche di ambienti governativi, militari e scientifici: gli oggetti volanti non identificati (UFO, noti come НЛО in russo).

Sebbene nella cultura popolare tali eventi fossero spesso associate a ipotesi extraterrestri o paranormali, dal punto di vista istituzionale essi venivano considerati innanzitutto un possibile rischio per la sicurezza nazionale, per l’incolumità delle forze armate e per l’ordine pubblico. Fu in questo contesto che l’Unione Sovietica avviò un programma di ricerca strutturato e sistematico, noto come Progetto Setka (in russo “сетka”, letteralmente “rete” o “griglia”), che rappresenta il tentativo più organico e ufficialmente documentato di studiare il fenomeno UFO sotto l’egida dello Stato sovietico.
Progetto Setka
Il Progetto Setka fu istituito formalmente nel 1977, a seguito di un evento noto come il fenomeno di Petrozavodsk, una serie di osservazioni luminose e anomale nei cieli sopra la città di Petrozavodsk nel nord dell’URSS che attirò l’attenzione di cittadini, media e funzionari governativi. Questo fenomeno catalizzò il riconoscimento della necessità di stabilire un programma ufficiale di raccolta dati, indagine sistematica e analisi sulle segnalazioni di fenomeni aerei non identificati.
Struttura organizzativa ufficiale: Setka-AN e Setka-MO
Contrariamente a molte narrazioni complottiste diffuse successivamente da fonti non verificate, il progetto non fu un’unica unità segreta isolata in qualche bunker, ma piuttosto una rete di studi e commissioni coordinate con compiti e obiettivi diversificati, sotto la supervisione dello Stato maggiore e dell’apparato scientifico nazionale. Ve le elenco si seguito.
1 Setka-AN – Rete dell’Accademia delle Scienze
La prima componente fu Setka-AN (Akademii Nauk Set’), ossia la rete sotto l’Accademia delle Scienze dell’URSS. Il suo compito era di studiare i fenomeni non identificati non solo dal punto di vista empirico e statistico, ma anche di ricercarne possibili cause naturali e meccanismi fisici di manifestazione. Si trattava di un gruppo composto da scienziati, fisici, meteorologi e studiosi provenienti da istituti scientifici, che dovevano applicare metodologie di analisi rigorose, osservazioni sistematiche e strumenti tecnici per cercare spiegazioni plausibili alle osservazioni.
2 Setka-MO – Rete del Ministero della Difesa
La seconda componente, Setka-MO (Ministerstva Oboroni Set’), fu istituita sotto l’egida del Ministero della Difesa sovietico e riservata soprattutto al personale militare. Il suo obiettivo principale non era tanto quello di “scoprire gli alieni”, ma piuttosto valutare se fenomeni aerei inspiegabili potessero rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale o interferire con operazioni, apparecchiature e sistemi di difesa. Questo includeva il monitoraggio di fenomeni che potessero disturbare radar, apparecchiature radio, sistemi di lancio missilistici o segnalare tecnologie avanzate non riconosciute.
3 Coordinamento e struttura gerarchica
Il programma fu coordinato dalla Commissione militare-industriale dell’URSS, che univa elementi civili e militari per garantire che le informazioni venissero raccolte, analizzate e, dove necessario, classificate per motivi di sicurezza nazionale. L’esercito, i corpi di sorveglianza aerea e altre strutture erano incanalati nella rete di raccolta dati, obbligandoli a riferire ogni segnalazione di fenomeni inconsueti secondo specifiche procedure.
Metodologia e raccolta dati: come venivano studiati i fenomeni
Il Progetto Setka non fu un’entità sospesa nel vuoto, né si limitò a catalogare testimonianze casuali. Al contrario, fu istituito un sistema di raccolta dati centralizzata e diffusa sull’intero territorio dell’Unione Sovietica, che allora copriva la più grande porzione di terra terrestre al mondo.
Fu instaurata una Rete di osservazione e obbligo di segnalazione. I soldati, i marinai, i piloti, i meteorologi e persino i civili addetti a postazioni di osservazione atmosferica furono istruiti a considerare ogni fenomeno aereo non spiegabile come potenziale caso da inserire nella rete di sorveglianza. Questo sistema richiese che ogni osservazione venisse riportata per iscritto e inoltrata ai livelli superiori della catena di comando.
Le segnalazioni furono raggruppate in diverse categorie, tra cui:
Fenomeni antropogenici: eventi riconducibili ad attività umane, come lanci di razzi, satelliti o palloni meteorologici. Ad esempio, molti avvistamenti notturni di luci e oggetti vennero correlati con lanci di satelliti dal cosmodromo di Plesetsk, come nel caso del Kosmos 955, il cui lancio coincise con il fenomeno di Petrozavodsk.
Fenomeni atmosferici naturali: spiegazioni legate a eventi meteorologici rari, plasma atmosferico, bagliori di fulmini globulari.
Casi residui inspiegati: fenomeni che, dopo rigorosa analisi, non poterono essere chiaramente associati ad alcuna causa nota. Questi casi costituivano una minoranza statistica (in media tra il 5 e il 10% delle segnalazioni).
Risultati ufficiali: cosa concluse il Progetto Setka
La pubblicazione dei risultati del Progetto Setka non avvenne fino al 2000, dopo la dissoluzione dell’URSS, quando alcuni dei coordinatori come Sokolov e Platov rilasciarono un articolo sulla Vestnik dell’Accademia Russa delle Scienze con le principali conclusioni. Questo fatto stesso è importante: il programma, sebbene avesse operato per oltre un decennio, rimase ufficialmente classificato fino all’inizio degli anni 2000.
Spiegazioni terrestri nella maggior parte dei casi
Secondo le stime ufficiali, oltre il 90% dei fenomeni osservati e documentati poteva essere spiegato da cause note, principalmente associabili a: lanci di razzi e satelliti che producevano effetti ottici e luminosi atmosferici, traiettorie confuse di palloni meteorologici e riflessi o fenomeni ottici rari nell’atmosfera.
Questi risultati sono coerenti con ciò che anche altri programmi di ricerca UFO in stati occidentali avevano rilevato, inclusi i dati che portarono alla chiusura del Project Blue Book negli Stati Uniti nel 1970.
Il restante 5-10% dei casi rimase ufficialmente “inspiegato”. In questi casi, non furono trovate prove dirette né di origine naturale conosciuta né di tecnologie antropogeniche. Tuttavia, contrariamente ad alcune narrazioni alternative, la soluzione proposta dagli scienziati non fu affermare un’origine extraterrestre, ma piuttosto ipotizzare: fenomeni naturali rari o poco compresi, meccanismi fisici non ancora ben studiati all’epoca e errori o interpretazioni soggettive nelle testimonianze.
Insomma, l’assenza di spiegazione non fu considerata come prova di presenza aliena, bensì come indicazione della necessità di ulteriori studi scientifici in fisica atmosferica e spaziale.
Cosa non nascose il Progetto Setka?
Nel dibattito pubblico e tra gli ufologi alternativi si sono propagate molte affermazioni secondo cui il Progetto Setka avrebbe: coperto schianti di UFO extraterrestri segnalati da militari sovietici, nascosto prove di contatti ravvicinati, soppresso documentazione sui veri fenomeni inspiegati e collegato eventi UFO a impatti su basi nucleari o sistemi di difesa.
È fondamentale analizzare queste asserzioni alla luce delle evidenze disponibili, infatti le pubblicazioni ufficiali e gli studi successivi non riportano alcuna evidenza di piste regolamentate, resti fisici o materiali recuperati da presunti veicoli extraterrestri. Le segnalazioni di oggetti inspiegati non furono accompagnate da dati fisici verificabili secondo i criteri scientifici di indagine.
Non esistono registrazioni ufficiali di contatti ravvicinati con esseri o entità aliene nell’ambito delle indagini Setka. Le testimonianze più anomale erano casi in cui fenomeni luminosi o anomalie atmosferiche non erano chiaramente spiegabili, ma senza alcuna testimonianza fisica di esseri o veicoli.
Critiche e dubbi
Critici come Paul Stonehill (studioso di UFO sovietici e russi) hanno sostenuto che i risultati pubblicati potrebbero non rappresentare l’intero corpus dei dati raccolti, suggerendo che la componente militare Setka-MO abbia mantenuto segreta parte dell’informazione. Tuttavia, non esistono prove pubbliche di file occultati o prove materiali non rese disponibili, e tali affermazioni restano nel regno delle speculazioni ufologiche, non supportate da documenti verificabili.
Alcuni resoconti alternativi menzionano interferenze con sistemi d’arma o lanci nucleari. Tuttavia, nella documentazione ufficiale non emergono indagini concrete che colleghino fenomeni inspiegati a malfunzionamenti sistematici di apparati militari causati da “UFO intelligenti”. La maggior parte dei casi di malfunzionamento ricade in errori tecnici, condizioni ambientali estreme o fattori umani.
Il Progetto Setka oggi
Il Progetto Setka oggi rappresenta uno degli esempi più complessi e organizzati di studio governativo sui fenomeni UFO durante la Guerra Fredda. Sebbene la maggior parte delle conclusioni ufficiali non abbia portato a rivelazioni sensazionali circa origini extraterrestri, il programma ha: istituito routine di osservazione scientifica e raccolta dati su fenomeni aerei anomali, approfondito la comprensione di fenomeni atmosferici rari, sviluppato metodologie di indagine sistematiche, che hanno influenzato anche la ricerca post-sovietica e internazionale sugli UAP (fenomeni aerei non identificati).
Confrontato con programmi analoghi come ad esempio il Project Blue Book dell’USAF negli Stati Uniti, Setka fu simile nella sua divisione tra componenti civili e militari, nel tentativo di spiegare la maggior parte dei casi con fenomeni noti e nel lasciare una piccola percentuale di casi inspiegati. Tuttavia, il retaggio culturale e politico sovietico ha sempre mantenuto una narrativa più prudente e meno spettacolarizzata, con un linguaggio ufficiale che evitava termini come “UFO” o “alieno” nelle comunicazioni formali, preferendo invece concetti come “fenomeni atmosferici anomali”.
Conclusioni
In conclusione, l’analisi rigorosa delle fonti storiche, delle pubblicazioni ufficiali e delle divulgazioni successive mostra che il Progetto Setka fu un programma reale e strutturato di studio dei fenomeni aerei non identificati, istituito dall’Unione Sovietica con l’obiettivo di proteggere la sicurezza nazionale e comprendere fenomeni visivi non spiegati.
La maggior parte dei fenomeni osservati ebbe spiegazioni terrestri o naturali, e solo un numero limitato restò non spiegato, senza per questo implicare una causa extraterrestre. Non esistono prove concrete che il progetto avesse scoperto tecnologie o veicoli alieni, né testimonianze ufficiali di contatti ravvicinati.
Le affermazioni di un “cover up” totale o di una memoria segreta su alieni sono speculative, fondate su interpretazioni alternative e non su documenti verificabili.
Il contributo più importante di Setka fu metodologico, nel senso di aver mostrato come uno stato possa affrontare un fenomeno osservato su larga scala, bilanciando la difesa nazionale con l’indagine scientifica.
Ad ogni modo il Progetto Setka rimane uno degli esempi storici più importanti di come fenomeni non spiegati possano essere affrontati sistematicamente e seriamente da apparati statali, senza necessariamente ricorrere a spiegazioni fantascientifiche. Sebbene molte domande restino aperte , come è naturale in ogni campo di ricerca che si confronta con l’ignoto, i fatti disponibili suggeriscono che il “segreto” di Setka non fosse un’epopea di insabbiamenti alieni, ma piuttosto un grande sforzo di osservazione coordinata e di interpretazione scientifica delle anomalie nei cieli del XX secolo.
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