I Giganti d’Argento dell’Amazzonia

Giganti d’Argento dell’Amazzonia

Negli ultimi decenni, tali racconti sono stati sintetizzati e talvolta semplificati sotto l’etichetta giornalistica e ufologica di “Giganti d’Argento”: esseri alti, luminosi, privi di tratti umani evidenti, associati a sfere silenziose discese dal cielo.

Ma quanto c’è di autentico in queste narrazioni? Quanto è stato reinterpretato, distorto o forzato dalla lente moderna dell’ufologia?
E soprattutto: esistono punti di contatto seri e documentabili con il fenomeno UFO contemporaneo?

Questo articolo affronta la questione tribù per tribù, per poi passare a un confronto strutturato con casi UFO moderni verificabili, evitando derive sensazionalistiche.

1. I Kayapó: i “Bep-Kororoti” e gli uomini del cielo

I Kayapó vivono nella regione del Brasile centrale e sono tra le tribù amazzoniche meglio documentate dal punto di vista etnografico. Le loro tradizioni orali sono state raccolte già dagli anni ’50 del Novecento.

Uno dei racconti più noti riguarda Bep-Kororoti, una figura non umana che discende dal cielo, indossa una “pelle” rigida e luminosa (come far pensare al metallo), emette luce e potere distruttivo, non parla come gli uomini e provoca timore e reverenza.

Nei rituali Kayapó esistono ancora oggi costumi cerimoniali che rappresentano Bep-Kororoti con un corpo completamente coperto, rigido, senza volto visibile.

Spesso questo caso viene presentato come “prova” di astronauti antichi. In realtà il “vestito” non è descritto come metallo (non c’è nessun riferimento), ma come pelle del cielo. Inoltre la rigidità potrebbe indicare invulnerabilità, non tecnologia. Infine ufficialmente la luce è simbolo di potere cosmico, non propulsione.

Tuttavia, è innegabile che alcuni elementi coincidano con descrizioni UFO moderne: discesa dall’alto, luce intensa, silenzio, comportamento non umano.

2. Gli Yanomami: gli “Xapiripë” e le entità scintillanti

Gli Yanomami abitano una vasta area tra Brasile e Venezuela e possiedono una delle cosmologie più complesse dell’Amazzonia.

Gli Xapiripë sono descritti come esseri luminosi e scintillanti, spesso argentati o riflettenti, capaci di muoversi nell’aria, invisibili ai non iniziati e associati a suoni assenti o impercettibili. Gli sciamani affermano di vederli discendere dall’alto durante stati alterati di coscienza.

Qui è fondamentale essere chiari, gli Yanomami non considerano queste visioni simboliche. Per loro, sono esperienze reali, ma avvengono in uno stato percettivo diverso.

Questo è uno dei punti di contatto più interessanti con il fenomeno UFO moderno: molti testimoni contemporanei riferiscono alterazioni percettive simili.

3. Gli Asháninka: i “Pava” e le sfere silenziose

Gli Asháninka vivono tra Perù e Brasile, in zone storicamente difficili da raggiungere. Anche qui esistono tradizioni che parlano di entità chiamate Pava che arrivano in misteriose sfere luminose. Queste sfere non producono rumore, osservano senza interagire, non mostrano volto e non comunicano verbalmente.

Le sfere sono descritte come perfettamente rotonde, spesso sospese a mezz’aria.

E’ facile intuire che questo è uno dei casi più interessanti visto che le sfere silenziose sono uno dei tipi UFO più documentati al mondo. Inoltre la mancanza di rumore coincide con centinaia di avvistamenti radar-visivi e l’atteggiamento osservativo è tipico del fenomeno moderno

4. Gli Shipibo-Conibo: i “Ronin” e gli uomini-luce

Gli Shipibo possiedono una visione della realtà multistrato, dove il cielo non è uno spazio fisico ma un livello dell’esistenza.

Secondo questa tribù esisterebbero delle entità molto particolari chiamate Ronin (provenienti dall’alto). Sono descritti come figure umanoidi estremamente luminose. Hanno una pelle “fredda e chiara” e sono privi di emozioni visibili.

Onestamente parlando qui non esiste un solo riferimento esplicito a macchine o tecnologia, ma una descrizione coerente di alterità radicale.

Il tema ricorrente della “assenza di volto”

Uno degli aspetti più fraintesi è la presunta “assenza di occhi e bocca”. In realtà, nella simbologia amazzonica questo indica assenza di linguaggio umano, assenza di nutrimento e assenza di giudizio.

Nei resoconti UFO moderni, molti testimoni parlano di esseri con volto indistinto o tratti poco visibili, spesso a causa della luce intensa, casco o schermo e alcune volte alterazioni percettive. In pratica il parallelismo è reale, ma non letterale.

Esistono prove concrete che i Giganti d’Argento dell’Amazzonia possono essere riconducibili a esseri ultraterreni?

La risposta concreta purtroppo è semplicemente NO! Per onestà intellettuale dobbiamo considerare che non esistono prove fisiche, ad oggi non abbiamo nessun reperto tecnologico strano, non esiste nessuna continuità storica verificabile e anche se molti non lo mettono0 in conto non esiste nessuna conferma scientifica.

Ad oggi qualsiasi affermazione che riguarda i Giganti d’Argento dell’Amazzonia con “astronauti antichi” è totalmente speculativa.

Nota importante: Le descrizioni dei Giganti d’Argento non sono solo “osservazioni visive”, ma spesso sono collegate a insegnamenti morali, cosmologici e rituali delle tribù amazzoniche.

In pratica: gli esseri argentati non appaiono solo come fenomeni straordinari, ma funzionano da simbolo di limiti, potere cosmico e regole sociali/spirituali. Per esempio:

  • tra i Kayapó, la figura di Bep-Kororoti insegna rispetto della foresta e dei rituali sacri, e il suo aspetto “altro” serve a sottolineare la distanza tra il mondo umano e quello spirituale.
  • tra gli Yanomami, gli Xapiripë appaiono durante trance sciamaniche per insegnare la disciplina spirituale e la gestione delle energie della comunità.
  • tra gli Asháninka, le sfere silenziose dei Pava simboleggiano l’osservazione e il giudizio del mondo spirituale, non necessariamente pericoloso ma indicativo di limiti da non oltrepassare.

Questo significa che i racconti non sono solo avvistamenti, ma contengono un strato culturale e pedagogico profondo, cosa che li rende molto più complessi di quanto il mito “astronauti antichi” o l’interpretazione ufologica moderna spesso suggerisca.


Conclusione

I cosiddetti “Giganti d’Argento” non sono una leggenda inventata, ma nemmeno una prova extraterrestre definitiva. Sono il risultato di esperienze reali interpretate attraverso strutture culturali differenti.

Il valore di questi racconti non sta nella risposta finale, ma nella loro straordinaria coerenza trans-culturale, che suggerisce una domanda ancora aperta:

E se il fenomeno UFO non fosse qualcosa che arriva “da fuori”, ma qualcosa che emerge ai confini della percezione umana?

web site: BorderlineZ

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