Office 39 l’istituzione Segreta della Corea del Nord

img. di fondo dal web

Origini storiche e contesto politico

La Office 39 fu istituita negli anni ’70 del XX secolo, formalmente intorno al 1972‑1974, su iniziativa di Kim Il‑sung, il fondatore e primo leader della RPDC, con l’obiettivo di creare un apparato interno capace di procurare valute estere per la leadership in un momento in cui la dipendenza dagli aiuti economici sovietici e cinesi avrebbe dovuto ridursi in vista di transizioni generazionali e di pressioni internazionali.

Il nome Office 39 deriva probabilmente dal numero dell’ufficio in cui l’organizzazione ha avuto origine nel complesso di edifici del Partito dei Lavoratori di Corea a Pyongyang, anche se l’identificazione esatta di quel luogo non è mai stata confermata ufficialmente dalla Corea del Nord.

In origine l’organizzazione faceva parte di un dipartimento finanziario più ampio: con il passare degli anni si è trasformata in un ente autonomo ma diretto esclusivamente dal vertice politico, strettamente controllato dalla famiglia Kim, prima sotto Kim Il‑sung, poi sotto Kim Jong‑il, e oggi sotto Kim Jong‑un.

A partire dagli anni ’80 e ’90, e soprattutto dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la conseguente perdita di vasti aiuti economici, l’attività di Office 39 è diventata sempre più centrale per la sopravvivenza economica dello Stato nordcoreano, assumendo nel tempo funzioni che vanno ben oltre il semplice “ufficio contabile”.

Struttura istituzionale e rapporti di potere

L’organizzazione non è mai stata resa pubblica dal regime nordcoreano né inclusa nei documenti ufficiali consultabili. Tuttavia, analisti di intelligence e osservatori esterni concordano su alcuni elementi di struttura.

Office 39 fa parte di un insieme di organi noti in lingua inglese come Third Floor Secretariat, tre uffici ubicati originariamente al terzo piano dell’edificio del Partito, ciascuno con un ruolo distinto:

  • Office 35 — intelligence e raccolta di informazioni;
  • Office 38 — gestione finanziaria ufficiale, incluse attività legali di investimento e imprese statali;
  • Office 39 — gestione e generazione di valuta estera tramite fonti legali e clandestine.

Questa suddivisione riflette una logica gerarchica in cui la leadership centrale delega a ciascun ufficio compiti specifici, ma tutti rispondono direttamente al vertice politico, assicurando controllo totale da parte del regime.

Collegamenti con altri enti e imprese

Office 39 non opera isolatamente, ma attraverso una vasta rete di aziende controllate o affiliate, sia all’interno della Corea del Nord sia all’estero. Queste società sono formalmente strutturate come imprese legittime, ma in molti casi servono da coperture o intermediari per operazioni di riciclaggio di valuta estera, contrabbando o altri traffici internazionali.

Tra le entità spesso citate dalla stampa e da rapporti di intelligence figurano istituti bancari sospetti come Korea Daesong Bank e società commerciali come Korea Daesong General Trading Corporation, considerate parti integrate nella rete finanziaria di Office 39.

Direzione interna

La leadership interna di Office 39 è sempre stata molto riservata: direttori e alti funzionari non sono mai ufficialmente nominati pubblicamente dal regime nordcoreano. Fonti di intelligence collegano la direzione a figure di massima fiducia della famiglia Kim e del Partito, ad esempio Jon Il‑chun è stato menzionato come direttore negli anni 2010, mentre altre fonti citano figure come Kim Dong‑un in periodi precedenti.

Funzioni e attività: un mosaico legale e illegale

La caratteristica più singolare e controversa di Office 39 è la combinazione di attività legali e attività clandestine, comprese operazioni considerate criminali dalla comunità internazionale, tutte finalizzate alla generazione di valute estere per il regime.

Non tutte le operazioni di Office 39 sono illegali. Parte delle sue entrate proviene da imprese statali che esportano prodotti legittimi o gestiscono attività autorizzate, tra cui:

  • Esportazioni industriali e agricole, come tessuti, prodotti ittici o minerali;
  • Holding commerciali con uffici in paesi stranieri, progettate per operare nei mercati internazionali;
  • Imprese turistiche o ristorative, come la gestione di ristoranti nordcoreani all’estero o servizi per turisti stranieri in Corea del Nord.

Queste attività offrono una copertura giuridica e commerciale che consente a Office 39 di movimentare liquidità e giustificare entrate di valuta estera, oltre a servire da canale per riciclare proventi illegali.

Un esempio curioso è la catena di ristoranti con marchio “Pyongyang”, apparsa in diverse città asiatiche: mentre formalmente si tratta di attività legali, analisti sospettano che possano esserci legami diretti con reti di finanziamento più ampie riconducibili a Office 39.

È in questo ambito che Office 39 ha guadagnato la sua reputazione più inquietante presso intelligence occidentali e giornalisti investigativi. Di seguito alcune delle attività che sono state attribuite a Office 39 da fonti di intelligence, rapporti pubblici e analisi esperte.

Contraffazione di valuta (“supernotes”)

Una delle accuse più note riguarda la produzione di banconote false di alta qualità, in particolare falsi dollari statunitensi da 100 USD, chiamati “supernotes”. Queste banconote sono state considerate così sofisticate da eludere facilmente i controlli standard delle banche e richiedere tecniche forensi avanzate per essere individuate.

Le autorità statunitensi hanno sequestrato milioni di dollari in supernote in vari Paesi e hanno collegato tali operazioni alla Corea del Nord in modo indiretto, sostenendo che Office 39 sia stato coinvolto nella loro produzione e diffusione.

Produzione e traffico di droga

L’organizzazione è stata collegata alla produzione e distribuzione di sostanze stupefacenti, tra cui metanfetamina, oppiacei come eroina e morfina, e altre droghe.

Secondo analisti, parte della produzione potrebbe avvenire all’interno del territorio nordcoreano, con materie prime importate illegalmente, mentre la distribuzione sfrutterebbe reti internazionali clandestine e coperture diplomatiche.

Frodi assicurative e finanziarie

Negli anni 2000 sono emersi rapporti su schema di frodi assicurative su larga scala in cui società controllate da Office 39, come la Korea National Insurance Company, avrebbero stipulato contratti con compagnie straniere e poi presentato richieste fraudolente, ottenendo pagamenti in valuta estera.

Questo genere di frode coinvolge complessi meccanismi giuridici e transazioni internazionali, e rappresenta un esempio chiaro di come Office 39 possa sfruttare il sistema finanziario globale a proprio vantaggio.

Altri traffici illegali

Le fonti di intelligence e analisti esterni hanno anche attribuito a Office 39 un ruolo in attività come:

  • Traffico di beni contraffatti (sigarette, prodotti commerciali di consumo);
  • Traffico di armi e materiale militare sotto embargo;
  • Smuggling di oro e altre risorse minerarie verso l’estero;
  • Operazioni di riciclaggio sofisticate attraverso banche estere e intermediari finanziari.

Queste attività sono difficili da documentare con prove dirette, ma vari governi, in particolare Stati Uniti, Unione Europea e varie agenzie di intelligence, hanno incluso riferimenti a queste operazioni nei loro rapporti di sanzioni e sicurezza.

Meccanismi operativi e internazionali

Uno degli aspetti più strategici di Office 39 è la rete globale di relazioni, intermediari e canali finanziari che permette di trasferire e nascondere fondi in modo estremamente meno trasparente rispetto agli standard internazionali.

Le missioni diplomatiche nordcoreane sono state spesso citate come punti di raccolta e trasferimento di fondi raccolti da Office 39. Diplomatici e funzionari possono beneficiare dell’immunità diplomatica, consentendo la movimentazione di contanti e beni attraverso valigette diplomatiche o canali protetti.

Office 39 utilizza un vasto numero di società di facciata, banche e conti bancari in diverse giurisdizioni, in particolar modo in Cina, Hong Kong, Macao e paesi del Sud‑Est asiatico, per lavare, conservare e trasferire fondi senza destare sospetti immediati.

Queste società, formalmente registrate come attività commerciali, servono a creare una apparenza di legittimità mentre in realtà facilitano movimenti di capitali difficili da tracciare.

Relazioni con istituzioni finanziarie estere

In passato, la Banco Delta Asia di Macao fu identificata dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti come un punto di rischio per money laundering legato a fondi nordcoreani, portando a sanzioni nel 2005 e alla conseguente chiusura di molte attività bancarie legate a Office 39.

Questi episodi sottolineano come Office 39 sia stato capace non solo di generare fondi ma anche di infiltrare il sistema finanziario globale sfruttando lacune normative, dispositivi giudiziari insufficienti o contesti giurisdizionali favorevoli.

Dimensione economica stimata

Le stime sull’ammontare totale di fondi gestiti e generati da Office 39 variano, ma molte fonti concordano su numeri nell’ordine di centinaia di milioni fino a oltre un miliardo di dollari all’anno.

Alcuni rapporti suggeriscono che il complesso di attività commerciali e illegali potrebbe avere accumulato fino a diversi miliardi di dollari di asset nel corso degli anni, con stime che raggiungono anche i 5 miliardi di USD o più sotto varie forme bancarie e immobiliari fuori dalla Corea del Nord.

Questi fondi non sono solo riserve: vengono spesi per una varietà di scopi politici ed economici, dal sostenere progetti infrastrutturali e industriali interni a finanziare programmi strategici, inclusi programmi nucleari e militari, che altrimenti non potrebbero essere sostenuti attraverso l’economia ufficiale della RPDC.

Ruolo politico e strategico

La funzione di Office 39 va ben oltre la semplice gestione finanziaria: essa è al centro della sopravvivenza stessa del regime e gioca un ruolo cruciale nel mantenimento del potere della dinastia Kim.

I fondi movimentati tramite Office 39 sono utilizzati per compensare e fidelizzare i vertici del Partito, i militari e l’élite politica, tramite concessione di beni di lusso, privilegi e accesso a servizi e merci altrimenti indisponibili per la maggior parte della popolazione sotto il regime di pianificazione centralizzata.

L’accesso a risorse estere indipendenti dall’economia ufficiale permette alla leadership nordcoreana di aggirare le sanzioni internazionali e di finanziare programmi militari di alto costo, compresi quelli per lo sviluppo di armi nucleari e sistemi balistici, che costituiscono una delle principali fonti di tensione nel contesto geopolitico nord‑est asiatico.

In alcune analisi di intelligence, Office 39 è stato visto come una componente delle operazioni di potere nordcoreane all’estero, utilizzata non solo per generare fondi ma per costruire reti di influenza, negoziare servizi attraverso canali non ufficiali o mantenere alleanze opportunistiche con operatori economici stranieri disposti ad aggirare sanzioni o a beneficiare di flussi di capitale opaco.

Controversie e limiti delle fonti

È importante sottolineare che tutte le informazioni disponibili su Office 39 sono ricavate da fonti secondarie, tra cui rapporti di intelligence, documenti investigativi, analisi economiche e articoli giornalistici. La Corea del Nord non pubblica dati ufficiali su questa struttura, e l’effettiva veridicità di molte attribuzioni è difficile da verificare in modo indipendente.

Le accuse di attività illegali provengono principalmente da fonti esterne, e mentre molti Governi (inclusi Stati Uniti e Unione Europea) li riportano nei loro documenti di sanzioni e analisi di sicurezza, non esiste una conferma ufficiale del regime nordcoreano.

Tuttavia, la coerenza delle informazioni provenienti da più fonti indipendenti e l’impatto documentato di sanzioni mirate suggeriscono che, pur nella segretezza più assoluta, Office 39 sia una struttura reale e funzionale con un ruolo determinante nella sopravvivenza finanziaria del regime.


Conclusione

Office 39 è uno degli organi più segreti e influenti della Corea del Nord. Funziona come una banca ombra, un fondo di riserva e un centro di operazioni finanziarie internazionali, combinando attività legali e clandestine per generare, gestire e distribuire valuta estera utile alla leadership suprema. Le sue operazioni si estendono dal commercio legittimo al contrabbando, dalla frode all’ingresso illegale di valuta estera nel sistema internazionale, e risultano essenziali per la sopravvivenza economica, la stabilità politica interna e la strategia geopolitica del regime di Pyongyang.

La totale segretezza del regime nordcoreano rende difficile ottenere informazioni certe e dettagliate, ma l’insieme delle prove disponibili costituisce una base ampiamente riconosciuta e corroborata da osservatori internazionali: Office 39 non è solo reale, ma è una delle chiavi per comprendere come la Corea del Nord riesca a sostenere la sua élite politica e militare nonostante l’isolamento globale, le sanzioni economiche e i vincoli diplomatici.

web site: BorderlineZ

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